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Il lettering - Una piccola storia PDF


Carattere cuneiforme babilonese

Basta guardare una pagina stampata per comprendere quanto sia importante - per cio' che essa comunica complessivamente - la scelta del carattere usato per comporla, se l'uso di caratteri tondi, neretti, corsivi o maiuscoletti, da il senso del tono della voce, la scelta del carattere insieme al rapporto tra zone bianche corrisponde all'abito che indosserebbe chi ci parla.



Geroglifici egiziani


Sicuramente non accetteremmo di parlare dei nostri investimenti finanziari con un signore pittoresco vestito da hippy, la proposta piu' seria che ci provenisse da tale interlocutore ci provocherebbe fortissimi dubbi, d'altro canto, se la proposta venisse da una persona adeguatamente vestita non ci provocherebbe allarmi e saremmo liberi di concentrarci sul contenuto effettivo della proposta.

Carattere lapidario romano

Questa semplice verita' era nota ben prima dell'invenzione della stampa, diamo una occhiata a una iscrizione romana, a un codice miniato - dove gia' si scoprono delle differenze nel disegno delle lettere a seconda del carattere delle varie nazioni in cui sono stati scritti.


Carattere gotico usato in germania

Insomma anche in grafica se è vero che l'abito non fa il monaco e' ancor più vero che i monaci vestono da monaci.





Un amanuense


La stampa a caratteri mobili

E' con l'avvento della stampa a caratteri mobili che il disegno del carattere e la composizione dlla pagina assume una importanza ancora maggio
Le migliori tipografie fanno a gara per distinguersi attraverso il disegno migliore dei propri tipi e l'equilibrio formale tra i vari corpi della composizione dei frontespizi e delle pagine.

E' interessante notare che alcuni dei caratteri di stampa tuttora usati sono stati disegnati fra i quattro e i cinquecento anni fa.

Il carattere Garamond



E' il caso di caratteri disegnati nel 1500 come il "Palatino" di Giovanni Battista Palatino o del famosissimo "Garamond" dell'incisore francese Claude Garamond che impose la egemonia delllo stile dei suoi caratteri per quasi un secolo.

Il carattere Palatino



Caslon



Didot



Bodoni

Nel '600 l'arte barocca e il crescente sviluppo dell'arte della stampa, spingono sempre nuove esigenze di tecnica e di leggibilità ed ecco affermarsi nuovi nomi e famiglie di caratteri anche essi tuttora noti ed usati. Nomi da segnalare sono: per il 1600, gli Elzevir o Elzevier (Lodovico Elzevir, 1540-1617); per il 1700, William Caslon(1692-1766), John Baskerville (1706-1775), Pierre-Simon Fournier (1712-1768), Firmin Didot (1764-1836)


Il carattere Gill Sanse Giambattista Bodoni (1740-1813).

Nel rinnovamento che il disegno di lettere ha avuto nel secolo appena finito, tra i disegnatori va citato Eric Gill. Dei suoi caratteri vanno segnalati il «Gill», un lineare di costruzione quasi classico nella linea e nelle proporzioni, e il «Petpetua», un romano quasi lapidario, ideati tra il 1925 e il 1930.


Il carattere Perpetua

Per la Germania va ricordato Rudolf Koch, con il suo "Kabel"; Jean Tschichold, con i suoi studi sull'alfabeto di Traiano e la font "Sabon";


Il carattere Kabel


Il carattere Sabon

Per l'Italia ricordiamo Raffaello Bertieri il quale si ispirò agli umanisti del 1400-1500 e rimeditò l'opera dei Paganini, famiglia di stampatori veneziani del XV secolo, ai quali dedica il carattere omonimo disegnato da Alessandro Butti. Nel 1935 fondò a Torino lo studio artistico «Nebiolo», ove la passione per lo studio e il disegno del carattere è continuato da Aldo Novarese.


Il carattere Paganini


Il carattere Augustea (open)


Il carattere Eurostile



Nella scia del Bertieri s'inserisce Adalberto Libera, architetto milanese, il quale suggerisce una costruzione per sei alfabeti, diritti e inclinati, ogni lettera dei quali viene costruita entro un rettangolo base la cui altezza totale è sempre indica uguale a 100 e le singole indicazioni di costruzione, in centesimi.


Aldo Novarese nel suo Alfa-Beta del 1964, ripropone la costruzione geometrica di lettere fondamentalmente classiche, con indicazioni semplici e ridotte al minimo, tra le quali: l'«Augustea»; il «Garaldus», ispirato ai caratteri Veneziani di Jenson, Griffi e Ratdolt; il«Baskerville»; il «Bodoniano»; il «Lineare-Lapidario», simulante terminali non esistenti. lì suo sistema didattico è basato sul modulo, sesta parte dell'altezza delle lettere maiuscole, presa come base di costruzione.


Inoltre, l'americano Carl Holmes, che propone un tradizionale maiuscolo romano, con indicazioni geometriche valide anche per un minuscolo che ne potrebbe derivare (1960); Giovanni Pinton, che disegna geometricamente un elegante «Olivetti-Raphael» per macchina dattilografica (1965); il tedesco Walter Koech, che in una sua opera (1956) esamina lapidi romane del I secolo d.C., per porre in rilievo il ritmo proporzionale della forma delle lettere stesse in rapporto al principio della sezione aurea; Luigi Astori, che ha studiato (1961) un metodo scolastico fondato su indicazioni geometriche, riferito a quattro alfabeti completi di maiuscolo, minuscolo e cifre: un «Lineare», un «Egizio», un «Bodoni» e il «Garaldus», derivati dagli ominimi alfabeti di Aldo Novarese, metodo reso poi didatticamente più semplice e geometricamente più sicuro nei suoi riferimenti costruttivi da Rino Germani; Umberto Fenocchio, per le numerose serie di caratteri, tra le quali «Linea» dalle notevoli doti di chiarezza e incisività, ideale gradazione di colore delle varie serie ed esatta proporzione di forme tra lettera e lettera

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