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I dieci errori più comuni di chi inizia PDF

I dieci errori di business più comuni
Iniziare a lavorare in maniera indipendente - cosa frequente per un grafico di questi tempi - può essere una esperienza molto eccitante. Spesso purtroppo "l'ottimismo della volonta" può trascinare a compiere alcuni errori classici.
Ora prenderemo in esame dieci errori tra i più frequenti e che sono assolutamente da evitare.

1) Accettare incarichi senza un ordine o un incarico scritto
Camminare a cento metri di altezza, sul filo, senza rete di sicurezza può dare forti sensazioni e provocare scariche di adrenalina eccitante ma tutto questo non ha niente a che vedere con il lavoro.
Che sia un cliente con cui lavorate per la prima volta o uno che conoscete da una vita, vi serve un contratto scritto prima che il vostro lavoro cominci (vedi nel box in fondo riferimenti e informazioni su questo argomento).

2) Cominciare a lavorare senza un acconto
Quando cominciate a lavorare per un ordine, voi mettete a disposizione del vostro cliente tutti i beni ed i servizi del vostro studio che servono a realizzare quel particolare lavoro, se usate la stampante per una bozza su carta avete già pagato carta, stampante e cartucce, se fate una ricerca su internet avete già investito nel computer e nella connessione ad internet, se consultate libri li avete comprati. Inoltre creare un lavoro di grafica richiede molto addestramento, esperienza, pensiero ricerche e tempo e voi dovete essere compensati almeno in parte in anticipo per tutto questo.


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3) Non quantificare la quantità di revisioni
Questo si potrebbe considerare come parte del primo errore di questa lista: nel vostro contratto firmato dovrebbe essere indicato il numero massimo di revisioni che è lecito il cliente possa richiedere e la definizione di revisione d'autore. Ma noi siamo artisti, non uomini d'affari - o cosi ci piace pensare. Quindi non amiamo far presente alla gente che quello che stanno chiedendo costerà più di ciò che abbiamo concordato. Se pensate che non e' il caso di impuntarsi solo per una piccola richiesta di una piccola modifica, sappiate che state aprendo il portone d'ingresso a una quantità infinita di richieste di cambiamento da fare gratis. Ogni tanto mi chiama un cliente, dopo i convenevoli e i ricordi sui bei tempi andati lui avanza richieste di modifiche sui lavori che ho realizzato per lui anni fa: - Certo! - rispondo io - mandami due righe con le specifiche del lavoro che ti mando un preventivo! - Ah - risponde lui - certo, te le mando subito.Lui non manda la richiesta e io non mando il preventivo e il lavoro, che va benissimo così rimane come è.

4) Prezzi troppo bassi
Sentiamo dire che l'economia va a rotoli, che c'è troppa concorrenza, prestiamo orecchio alla leggenda metropolitana che un qualsiasi ragazzotto attrezzato di computer e programmi piratati può sostituirci. Viene quasi naturale tentare di aggrapparsi a qualsiasi costo al primo lavoro che ci capita a tiro, specie se siamo appena agli inizi della nostra attività.
La gente e' meno disposta a considerarci un professionista se non sappiamo chiedere quanto è giusto. E' lecito attendersi da voi un atteggiamento flessibile e la voglia di incontrare le esigenze dei vostri clienti per lavorare insieme a loro ma questo non vuole dire abbassare i prezzi, se mai vuole dire suggerire soluzioni che possano essere realizzabili con il loro budget. La gente è meno portata a valutarvi come professionista se voi siete i primi a svalutare il vostro lavoro.

5) Lavori "a campione" gare e concorsi
Molti clienti tentano di vedere il vostro lavoro e i vostri disegni per loro prima di avervi dato un incarico ufficiale. Oppure dato che non si vogliono far mancare nulla possono pensare di chiedere a vari grafici uno studio di prova e poi scegliere - e pagare - solo quello che gli piace. Questo comportamento, oltre che estremamente costoso per voi, è anche moto poco professionale da parte del cliente, le agenzie pubblicitarie italiane stanno reagendo a questo atteggiamento addirittura con campagne pubblicitarie. Il sistema fa perdere tempo sia a chi lo propone che a chi accetta di partecipare e gare di questo tipo. Se proprio il cliente ha esigenze di questo tipo dovrebbe indire una gara a inviti offrendo a ciascun partecipante un rimborso spese. Le aziende serie si comportano così.
Gli enti pubblici hanno la cattiva abitudine di indire gare e concorsi dal brief confuso e parametri di giudizio e composizione della giuria composti secondo criteri decisamente originali. Bisognerebbe protestare in questi casi, si rischia di lavorare troppo e di trovarsi ad essere giudicati da incompetenti, da poco la regione Val D'Aosta ha praticato un comportamento del genere per un marchio di promozione turistico-artigianale con risultati deprimenti. Una buona abitudine e' quella di affidare la gestionedi tali gare alla cura ed al giudizio di una associazione di categoria come ad esempio l'AIAP, almeno si finisce giudicati da qualcuno che sa cosa stà giudicando.

6) Non lavorare con professionisti
Quando ci troviamo di fronte ad un dilettante che senza preparazione specifica si improvvisa grafico e designer, scuotiamo la testa sconsolati. Allora quando arriva il momento di far calcolare quanto dobbiamo pagare di tasse o come stendere un contratto o il modello delle clausole per i nostri ordini, come ci comporteremo? Proprio come ci aspettiamo che la gente si comporti con noi quando ha bisogno di un designer per la propria immagine.
Ci conviene cercare la collaborazione di buoni professionisti e pagarli con oculatezza ma senza strozzare i loro guadagni se non vogliamo strozzare i risultati che ci attendiamo da loro.

7) Aspettare che il lavoro venga a bussare alla nostra porta
Se sbagliamo a pianificare, stiamo pianificando di fallire. E' un ragionamento trito ma vero. Il lavoro di pianificare il marketing e' un lavoro duro ed è necessario pianificare sia quando i tempi sono grami che quando le nostre tasche sono gonfie di soldi. Non aspettiamoci che i nostri contatti ci portino automaticamente lavoro, studiamo e usiamo tutti i trucchi di marketing che possiamo.

8) Mettere tutte le uova in un cestino solo
Può essere veramente attraente l'idea di avere un solo cliente privilegiato che ci fornisca tutto il lavoro ed il fatturato che ci serve. Non ci sarebbe bisogno di alcuna azione di marketing, nessuna preoccupazione su quando e da dove arriverà il prossimo lavoro, nessun bisogno di pubbliche relazioni. Eppure considerando che il nostro cliente un giorno potrebbe chiudere, cambiare dirigenza o decidere che è più conveniente pagare lo stipendio di qualcuno assunto per svolgere il nostro compito, l'idea perde molto del suo appeal.

9) Fondi inadeguati
E' veramente raro che una attività diventi attiva nel suo primo anno. Quindi c'è bisogno di essere sicuri di avere abbastanza risorse o riserve per poter pagare bollette e fatture oltre che sopravvivere per almeno un anno. In mancanza di queste riserve, è molto meglio cercare di procurarsi delle collaborazioni presso studi piu' affermati e non investire in modo sconsiderato in un ufficio da attrezzare e con tutti i suoi costi fissi in attesa di tempi migliori.


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10) Non avere un business plan
I piani di marketing sono noiosi, non è forse vero? Forse si. Ma sapere dove andare a scovare i propri clienti non è forse importante? Quanta gente sta cercando in questo momento i servizi che offriamo e non ci trova? Dove vogliamo essere arrivati tra cinque anni? Queste sono giusto alcune delle domande a cui un buon business plan dovrebbe rispondere. Ascoltare questo consiglio con attenzione potrebbe portarci alla considerazione che il nostro piano di marketing è il nostro migliore amico.






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